Non esistono scusanti, non ci sono giustificazioni
Secondo i dati forniti dal giornale La Repubblica sono già 10 i femminicidi avvenuti in Italia nel 2025.
L’assassinio di Sara Campanella

Ha scosso tutta la città l’omicidio della giovane Sara. Ci lascia ancora una volta senza parole, senza fiato.
La trama è quasi sempre la stessa, mariti, fidanzati, amanti, ex che diventano spietati carnefici.
Impossibile dare un senso a quanto accaduto, non ci sono giustificazioni, non esistono scusanti.
Le parole devono lasciare spazio alla preghiera per questa famiglia così gravemente colpita.
Care ragazze, denunciate, abbiate il coraggio di denunciare chiunque minacci anche solo verbalmente la vostra vita. Siate prudenti, non si può condividere nulla con chi vi stolkerizza, con chi alza la voce, con chi vi aggredisce verbalmente. Con chi vi minaccia. Con chi pensa di possedere, di usarvi. Denunciate subito. Parlatene con i genitori, con le istituzioni. Viviamo in un mondo folle dove l’amore ha assunto forme e declinazioni che nulla hanno a che fare con l’amore vero. Quello che ama, cura, protegge, rende liberi, accresce. Quello che rende migliori, rispetta, rinnova.
Per fortuna l’universo maschile è anche altro, e sono tanti gli esempi di uomini che onorano la nostra categoria. Ma credo anche che tutti come genere maschile dovremmo sempre interrogarci su come viviamo la relazione con l’altro sesso.
Prima di lasciarvi alle parole di Luciana Litizzetto, vi invito ad una preghiera per la famiglia di Sara e per tutte le situazioni dentro le quali soffrono numerose donne.
Non è amore
“Quando siamo innamorate, non distinguiamo più. Ci rimbambiamo. Scambiamo tutto per amore, mentre l’amore con la violenza e le botte non c’entra un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni, c’entra come la libertà con la prigione. Un uomo che ci mena non ci ama. Mettiamocelo in testa. Salviamolo sull’hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene. Allora ci ama MALE.
Non è questo l’amore. Invece noi ci illudiamo di poter cambiare le cose, di poter correggere gli uomini maneschi, di riuscire a farli crescere anche quando gli si è bloccato lo sviluppo, e scalciano e urlano come bambini capricciosi.
Solo che sono bambini alti uno e ottanta, con le spalle da gorilla e le mani che sembrano vanghe.
Non illudiamoci mai, mai e poi mai, di poterli cambiare, o che possano cambiare per amore nostro. Anche se piangono come vitelli e dicono che non lo faranno più. Non caschiamoci e chiediamo aiuto il prima possibile. E se una figlia ha un fidanzato così, prendiamola, impacchettiamola e riportiamola a casa.”
Giuseppe Di Bernardo